Le variabili veltroniane
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Perché la notizia non è da prima pagina? Rosy Bindi strappa gli applausi della platea rossa di Reggio Emilia in occasione del tour che porta avanti quale candidata alle primarie del PD. Forse che la lobby giornalaia e d’avanspettacolo che si porta dietro Veltroni a mo’ di claque ha voluto risparmiare al “cinematografaro” in corsa per la segreteria del nuovo partito una figura da Bollywood. L’attuale sindaco di Roma rischia d’avere il fiato corto prima ancora di cominciare: mentre Labels: pd, politica interna
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Chissà perché è costume dei politici nostrani alle prese con provvedimenti seri, denominarli con diciture tali da sbizzarrire la fantasia di guitti e comici vari. E nonostante ciò il ddl Bindi-Pollastrini rappresenta una buona base di discussione, seppure migliorabile.
Importante è che, presso l’Anagrafe, gli interessanti si registreranno tramite una dichiarazione contestuale e non congiunta: ciò rappresenta una giusta differenza di principio tra chi si avvarrà del DICO e chi invece regolerà la propria convivenza attraverso il matrimonio civile.
La bozza del ddl sembra concentrarsi su quei diritti individuali la cui tutela, da più parti, era stata richiesta, e in fondo, poco importa se alcuni articoli del ddl paiono risultare un doppione di norme già in vigore: in primo luogo perché, tanto, l’Italia è già un Paese subissato da norme e leggi, superflue, inutili o doppie che siano, quindi, una più una meno, tale impostazione alla giurisprudenza italiana viene da lontano, e non spetta certo al ddl in questione mettere riparo al fiorire abbondante di norme e regole di cui è vittima il Paese; in secondo luogo, visto che siamo un Paese dove vige un numero sproporzionato di leggi che di fatto vengono spesso ignorate, mal interpretate, o derogate grazie ad altre leggi, diciamo pure che se il DICO va a tutelare diritti individuali già tutelati da altre leggi, in ogni caso, in Italia…repetita iuvant.
Però. C’è un però. Anzi, più di uno.
Ci sono provvedimenti all’interno del DICO che evadono dalla semplice e giusta tutela del diritto individuale. Per quanto non si tratti esplicitamente di un riconoscimento della pensione di reversibilità al convivente che sopravvive, di fatto il ddl sembra aprire a tale possibilità, previa riforma previdenziale. Ciò non rientra nella sfera dei cosiddetti diritti individuali e di fatto, surrettiziamente, introduce un’equiparazione (o quantomeno, l’intenzione di un’equiparazione) fra chi sottoscrive un DICO e chi contrae matrimonio; e allo stesso modo il diritto al mantenimento dopo lo scioglimento del DICO. La regolazione dei cosiddetti alimenti costringe gli stipulatori del DICO a contrarre obblighi che derivano piuttosto dalla natura del matrimonio civile.
Stando alle indicazioni del ddl possono in tal contesto verificarsi episodi profondamente ingiusti: vero è che si è tenuti a prestare gli alimenti solo per un periodo determinato in proporzione alla durata della convivenza e solo se la convivenza è perdurata almeno tre anni (esempio: convivenza di 5 anni, scioglimento, obbligo conseguente di versare gli alimenti all’ex convivente in stato di bisogno per almeno 5 anni), ma è anche vero che l’obbligo di versare gli alimenti cessa qualora l’avente diritto contragga matrimonio o inizi una nuova convivenza. Allora, supponendo che io conviva per 20 anni, cesso il mio status di convivente, mi faccio versare gli alimenti, intreccio una nuova relazione affettiva e sentimentale ma non la regolarizzo né col matrimonio né col DICO: e mi godo gli alimenti e il mio nuovo convivente alla faccia di quello vecchio. E alla faccia di quel DICO che tanto ho richiesto e di cui tanto avevo bisogno.
Al di là di questi casi estremi (ma non per questo indegni di nota), c’è poi la questione dell’accesso alle graduatorie per le case popolari: anche i contraenti DICO ne avranno accesso sì, giusto, ma quale punteggio verrà loro attribuito? Lo stesso che viene attribuito a chi contrae matrimonio? Anche questa norma potrebbe surrettiziamente introdurre un’equiparazione di fatto tra chi contrae matrimonio e chi stipula un DICO, evadendo così dall’intento dichiarato di normare e tutelare esclusivamente i diritti individuali delle persona coinvolte in convivenze di varia natura.
Il ddl nel complesso sembra avere il merito di essersi realmente concentrato sul rispetto e sulla tutela dei diritti individuali, anche perché tiene conto espressamente non solo delle cosiddette coppie di fatto (eterosessuali od omosessuali che siano), ma anche di tutta una serie di convivenze nuove e non tradizionali che le nostre società vedono irrompere in uno scenario sociale sempre più complesso, dinamico, frenetico e non convenzionale.
Starà all’iter parlamentare conciliare i principi con la pratica onde evitare che quest’ultima vada a ledere i primi; compito arduo e ardua sarà la sentenza: e visti i tanti nì in circolazione da una parte e dall’altra, l’ardua sentenza sembra più affidata ai posteri che non ai contemporanei.
E in ultimo: ma se DICO sta per Diritti e Doveri dei Conviventi, perché il DO di DIDOCO si è perso per strada? forse non siamo gli unici ad aver dei dubbi sulla natura dei doveri e sui problemi che comporta al DI(DO)CO metterli sul tappeto.
Il testo (da poco on-line) del ddl su Corsera
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Il tema del riconoscimento delle coppie di fatto può essere il più facile o il più complesso da affrontare, secondo la serietà con la quale ci si cimenta. Un riconoscimento tout court che equipara la natura delle relazioni di fatto al legame matrimoniale è la via più semplice e banale, ed anche la meno battuta in seno alla nostra classe politica, non tanto per lo spauracchio dell’anatema (politico) papale, quanto per le evidenti contraddizioni che reca in sé, sin dall’impossibile incontro tra una coppia omosessuale e l’etimologia della stessa parola matrimonio; un’etimologia che denota il legame per quello che è, e che non può essere, in quanto tale, snaturato. Labels: pacs, politica interna, società
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Che i toni di Silvio Berlusconi lo scorso sabato a Roma avessero qualche cosa di evangelico era palese, ma l’attenzione data a seguito della manifestazione capitolina nei confronti del PierFerdi ha scomodato perfino figliol prodighi e vitelli grassi. La folla oceanica radunata a San Giovanni per ascoltare il discorso della montagna, attendeva solo il miracolo, predetto dal profeta mistico Gianfranco col suo: “…il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi…”; in quel di Palermo, un’esigua quantità di uomini UDC trepidava per la moltiplicazione dei pani e dei pesci e tollerava misericordiosamente le piaghe di Cuffaro.Labels: politica interna
…il lotto è alle otto mentre il piatto piange. E magari il croupier di Palazzo Chigi avesse l’autorità per dire “les jeux sont faits, rien ne va plus” al Suo Esecutivo e ai Suoi riottosi alleati di Governo. Forse gli manca il carisma, chissà, fatto sta che rode e se la prende col Bel Paese: tutti matti in Italia secondo il nostro Premier, prima il Parlamento che gli chiedeva di riferire sul caso Telecom, adesso gli elettori stessi; chissà se c’è distinzione di gradi nella follia fra chi l’ha votato e chi no.Labels: politica interna
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Sarà anche che lei non è disposta a rinunciare (così dice) alla TAV.Labels: politica interna

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“Turisti Protagonisti” è un servizio on-line a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri che permette agli italiani di raccontare le proprie vacanze all’estero; ciò al fine di migliorare opportunità e servizi del nostro sistema turistico.Labels: politica interna